Il Dipartimento di Architettura eredita la tradizione scientifica e disciplinare, ormai quasi secolare, della Scuola superiore di Architettura, istituita nel 1928 per iniziativa del presidente dell’Accademia di Belle Arti Mattia Limoncelli con la direzione di Raimondo d’Aronco e poi definitivamente regolarizzata nell’anno accademico 1930-31.
Sorta in stretta analogia e dipendenza dal modello della Scuola superiore di architettura di Roma (fondata da Gustavo Giovannoni nel 1919), la Scuola vede nei suoi primi anni di attività una forte impronta romana nei suoi docenti e nel suo direttore, Alberto Calza Bini, che la reggerà ininterrottamente dal 1930 al 1944. Nel 1935 la Scuola, in ottemperanza alle disposizioni di legge, si trasforma in Facoltà di Architettura annessa all’Università degli Studi di Napoli. Nel corso degli anni Trenta e fino alla guerra, si susseguono importanti personalità non napoletane tra gli insegnanti della scuola, come Luigi Piccinato, Giuseppe Samonà, Mario De Renzi, Gino Chierici, affiancati da un gruppo di giovani docenti napoletani che si affermerà progressivamente come il primo nucleo dei maestri della Scuola di Napoli, ovvero Marcello Canino, Ferdinando Chiaromonte, Carlo Cocchia, Stefania Filo Speziale, Roberto Pane.
A partire dal dopoguerra, continuando la breve presenza di alcuni docenti provenienti da Roma o da altri contesti, come Giorgio Rosi, Ludovico Quaroni, Gino Cancellotti, Mario Zocca, iniziano ad affiancarsi alla Scuola napoletana altre figure di spicco come Michele Capobianco, Giulio De Luca, Roberto Mango. Durante questi anni la Facoltà di Architettura di Napoli è retta da Marcello Canino (1944-52), Alberto Calza Bini (1952-55), Franco Jossa (1955-74).
Con la seconda metà degli anni Sessanta la Facoltà vede consolidarsi i distinti ambiti disciplinari nei quali progressivamente si specializza, a partire dalla Composizione architettonica, dove oltre ai già citati Canino, Cocchia, De Luca, si aggiungono Aldo Loris Rossi, Massimo Nunziata, Edoardo Vittoria e, più tardi, Filippo Alison, Marcello Angrisani, Salvatore Bisogni, Stefano Paciello, Nicola Pagliara, Uberto Siola. Nell’ambito della storia dell’architettura e del restauro, a Roberto Pane (fondatore nel 1969 anche della Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti, tuttora attiva) si aggiungono progressivamente Arnaldo Venditti, Renato De Fusco, Roberto Di Stefano, Giancarlo Alisio, Cesare de Seta, Giuseppe Fiengo, Stella Casiello. Anche negli ambiti più specifici dell’Urbanistica e della Tecnologia iniziano ad emergere docenti di spicco come Marcello Vittorini e Attilio Belli per l’Urbanistica, ed Edoardo Vittoria e Rosalba La Creta per la Tecnologia.
Dopo la presidenza di Arnaldo Venditti (1974-79), con l’elezione di Uberto Siola (1979-96) la Facoltà si apre al dibattito internazionale, ospitando eventi importanti come gli Incontri di architettura, mentre gli ambiti disciplinari prima citati – attraversando anche una successione di riforme degli ordinamenti – si specializzano ulteriormente, producendo qualificati e spesso eccellenti contributi scientifici, che travalicano anche i confini nazionali (basti citare, per tutti, i volumi di Renato De Fusco, tradotti in diverse lingue).
Con la presidenza di Arcangelo Cesarano (1996-2002), Benedetto Gravagnuolo (2002-08) e Claudio Claudi de Saint Mihiel (2008-13), la Facoltà raggiunge il suo assetto più esteso, con un organico di quasi 200 docenti. In questi anni viene celebrata anche la sua storia con un corposo volume monografico, voluto dal preside Gravagnuolo e pubblicato nel 2008.
Il 15 febbraio 2013, in ottemperanza al riassetto dell’ordinamento universitario sancito dalla legge n. 240 del 30/12/2010, la Facoltà cessa la sua esistenza, trasferendo quasi in toto le proprie competenze al Dipartimento di Architettura, alla cui direzione viene eletto Mario Losasso (che viene confermata anche per il triennio successivo). Con l’esclusione delle discipline di carattere ingegneristico, il Dipartimento di Architettura raccoglie dunque pienamente l’eredità culturale e scientifica di quasi un secolo di storia dell’architettura napoletana, proiettandosi idealmente verso il futuro.

La didattica del Dipartimento si articola tra i diversi livelli formativi identificati dalla normativa europea:

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Attenzione particolare è rivolta alle diverse forme della didattica di terzo livello, che si avvale di consolidati strumenti di formazione postuniversitaria, come la Scuola di Dottorato, la Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, i corsi di Master di I e II livello e quelli di Perfezionamento.

Il DiARC promuove e gestisce rapporti di carattere scientifico e formativo con Dipartimenti, Centri e Istituzioni culturali nazionali e internazionali.

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